27 Settembre 2026
L’ultimo saggio di Roberto Celada Ballanti I dialoghi interreligiosi d’immaginazione da Giustino a Lessing si colloca in un ambito di ricerca di particolare rilievo per la filosofia della religione contemporanea: quello del rapporto fra le diverse tradizioni religiose, considerato non soltanto sotto il profilo storico, teologico o politico, ma anche nella prospettiva delle forme attraverso cui l’Occidente ha immaginato la possibilità del loro incontro. Già il titolo suggerisce un orientamento metodologico preciso.
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26 Settembre 2026
Presentata la nuova generazione della World House composta da 20 giovani da luoghi di guerra di tutto il mondo pronti a formarsi come leader di pace. Il nuovo bando presentato durante l’inaugurazione dei percorsi formativi di Rondine: candidature entro il 7 gennaio 2027 per gli studenti del terzo anno dei licei. Intanto Sezione Rondine raggiunge 58 scuole, 96 classi e 2.130 ragazzi in 14 regioni.
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26 Settembre 2026
Il Papa firma la Nota “Un cammino di speranza” (16 settembre 2026). Tre Dicasteri hanno firmato una Nota a 60 anni dalla “Nostra aetate”. A nostro parere, cinque passaggi avrebbero richiesto una maggiore precisione. Il 16 settembre 2026 i Dicasteri per la Dottrina della Fede, per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e per il Dialogo Interreligioso hanno pubblicato congiuntamente la Nota Un cammino di speranza. Sessant’anni di dialogo e di fratellanza interreligiosa alla luce della Dichiarazione conciliare Nostra aetate, che Leone XIV aveva approvato il 22 giugno.
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25 Settembre 2026
La pace ha bisogno di luoghi nei quali essere imparata, ma soprattutto di comunità nelle quali essere praticata. È con questa prospettiva che il Comune di Mondovì e Rondine Cittadella della Pace hanno firmato il 25 settembre, nel borgo di Rondine alle porte di Arezzo, un Protocollo d’intesa che ha aperto una collaborazione triennale per portare nel territorio monregalese il Metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti.
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25 Settembre 2026
(g.s.) – Al Palazzo di Vetro di New York la giornata del 24 settembre 2026 ha messo in scena, a poche ore di distanza, due modi opposti di stare all’Onu. Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha parlato attraverso un videomessaggio preregistrato. Benjamin Netanyahu, alla sua quindicesima apparizione davanti all’Assemblea, è salito sul podio mentre decine di delegazioni lasciavano l’aula e, dalla tribuna riservata al pubblico, i suoi sostenitori gli tributavano una standing ovation al grido di Am Yisrael Chai («Il popolo di Israele è vivo»).
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