Lo spirito di Assisi

Dialogo Interreligioso

27 maggio 2020

Il Tempio e la Sinagoga

Una pagina di Sofia Cavalletti (1917-2011), ripresa dal suo libro Ebraismo e spiritualità cristiana, ed. Studium 1966, mi sembra importante per la riflessione che la Chiesa sta facendo nel passaggio “tra lockdown sanitario e countdown litugico” (così Marco Casadei in SettimanaNews). La storia d’Israele è fondamento della storia della Chiesa, è esemplare in ogni sua tappa, perché ciascuna è rivelativa dell’agire di Dio nella sua volontà di vivere in alleanza con il suo popolo. Una tappa certo privilegiata è quella segnata dall’esilio.

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22 maggio 2020

Negotiating public worship

As Italy returns to public worship, the UK anticipates entering the stage where that might be possible by 4 July. In these six weeks, the eyes of many are on how Italy and other countries adjust to practices that facilitate religious rituals. Concerns are already raised in Australia where religious buildings could open on 18 May but with restricted numbers.

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21 maggio 2020

Convertirsi in carcere

Prescindendo totalmente dal caso di Silvia Romano, del quale non ho alcuna conoscenza diretta, provo a descrivere le dinamiche di conversione di persone private della libertà, così come le osservo da anni in un grande carcere italiano. La prima cosa che balza all’occhio è l’importanza della dimensione religiosa/spirituale in detenzione.

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20 maggio 2020

Sorpresi dall’Annunciazione

Che la devozione alla Vergine Maria sia comune anche all’islam è cosa nota: di sicuro meno nota e indagata è la presenza della Madonna nelle raffigurazioni artistiche dell’area islamica, un tema che il vescovo emerito di Trento, Luigi Bressan, ha voluto presentare in un volume riccamente illustrato per i tipi dell’editrice Àncora fresco di stampa.

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13 maggio 2020

ZoomWorship

Come rimanere comunità ai tempi del Coronavirus? Come restare vicini ai propri fedeli se le porte delle chiese, dei templi, delle sinagoghe e delle moschee sono, giustamente, chiuse? In momenti difficili la domanda del religioso, il bisogno di cercare risposte, conforto, in qualcuno o qualcosa al di sopra di noi aumenta. Come accogliere questi bisogni in un momento in cui non si può essere fisicamente vicini? Una risposta sembra arrivare dalle nuove tecnologie: i social media. Distanziamento fisico… ma vicinanza “social”!

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13 maggio 2020

Atei e agnostici stessi diritti dei credenti

In fatto di religione, la giurisprudenza costituzionale ha ribadito la pari dignità di diritti anche a coloro che propugnano un credo ateo o agnostico. «La Chiesa, fedele ai suoi doveri verso Dio e verso gli uomini, (…) si sforza di scoprire le ragioni della negazione di Dio che si nascondono nella mente degli atei e, consapevole della gravità delle questioni suscitate dall’ateismo, mossa dal suo amore verso tutti gli uomini, ritiene che esse debbano meritare un esame più serio e più profondo» (Gaudium et spes, 21).

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12 maggio 2020

Rethinking Religious Charity Organisations

«I hope that this time of danger will free us from operating on automatic pilot».[1] Clearly, the Pope is referring to the pandemic. His words are tough and his tone a little severe. But these words taken from his letter to popular movements reverberate more widely. Looking ahead to «life after the pandemic»[2] the Pope’s hope is that a culture of attentiveness emerges especially in our charitable projects, which are already great signs of responsiveness. But what are we to be attentive to in our social action?

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7 maggio 2020

Garelli: Italiani, “gente di poca fede”

Nel libro “Gente di poca fede”, il sociologo Franco Garelli indaga su come sta cambiando il rapporto degli italiani con la fede e la religione. – Prof. Garelli, la sua ultima indagine sul sentimento religioso degli italiani porta il titolo “Gente di poca fede”. Può spiegarlo? È un titolo suggestivo, ma bifronte, che si applica a ciò che succede nella maggioranza della popolazione.

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5 maggio 2020

Religioni: conoscere per convivere

“Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza” è il titolo del corso che si è tenuto a Firenze, nella sede dell’Istituto Sangalli, dal 25 gennaio al 29 febbraio 2020. Questa iniziativa era rivolta agli imam e ai murshidat presenti nel nostro Paese. Sullo scopo di questo corso abbiamo rivolto alcune domande al prof. Maurizio Sangalli. – Prof. Sangalli, come è nata l’iniziativa del corso per imam e murshidat? Quali difficoltà e quale interesse ha trovato?

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