Lo spirito di Assisi

Dialogo Interreligioso

22 maggio 2020

Negotiating public worship

As Italy returns to public worship, the UK anticipates entering the stage where that might be possible by 4 July. In these six weeks, the eyes of many are on how Italy and other countries adjust to practices that facilitate religious rituals. Concerns are already raised in Australia where religious buildings could open on 18 May but with restricted numbers.

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21 maggio 2020

Convertirsi in carcere

Prescindendo totalmente dal caso di Silvia Romano, del quale non ho alcuna conoscenza diretta, provo a descrivere le dinamiche di conversione di persone private della libertà, così come le osservo da anni in un grande carcere italiano. La prima cosa che balza all’occhio è l’importanza della dimensione religiosa/spirituale in detenzione.

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20 maggio 2020

Sorpresi dall’Annunciazione

Che la devozione alla Vergine Maria sia comune anche all’islam è cosa nota: di sicuro meno nota e indagata è la presenza della Madonna nelle raffigurazioni artistiche dell’area islamica, un tema che il vescovo emerito di Trento, Luigi Bressan, ha voluto presentare in un volume riccamente illustrato per i tipi dell’editrice Àncora fresco di stampa.

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13 maggio 2020

ZoomWorship

Come rimanere comunità ai tempi del Coronavirus? Come restare vicini ai propri fedeli se le porte delle chiese, dei templi, delle sinagoghe e delle moschee sono, giustamente, chiuse? In momenti difficili la domanda del religioso, il bisogno di cercare risposte, conforto, in qualcuno o qualcosa al di sopra di noi aumenta. Come accogliere questi bisogni in un momento in cui non si può essere fisicamente vicini? Una risposta sembra arrivare dalle nuove tecnologie: i social media. Distanziamento fisico… ma vicinanza “social”!

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13 maggio 2020

Atei e agnostici stessi diritti dei credenti

In fatto di religione, la giurisprudenza costituzionale ha ribadito la pari dignità di diritti anche a coloro che propugnano un credo ateo o agnostico. «La Chiesa, fedele ai suoi doveri verso Dio e verso gli uomini, (…) si sforza di scoprire le ragioni della negazione di Dio che si nascondono nella mente degli atei e, consapevole della gravità delle questioni suscitate dall’ateismo, mossa dal suo amore verso tutti gli uomini, ritiene che esse debbano meritare un esame più serio e più profondo» (Gaudium et spes, 21).

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12 maggio 2020

Rethinking Religious Charity Organisations

«I hope that this time of danger will free us from operating on automatic pilot».[1] Clearly, the Pope is referring to the pandemic. His words are tough and his tone a little severe. But these words taken from his letter to popular movements reverberate more widely. Looking ahead to «life after the pandemic»[2] the Pope’s hope is that a culture of attentiveness emerges especially in our charitable projects, which are already great signs of responsiveness. But what are we to be attentive to in our social action?

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7 maggio 2020

Garelli: Italiani, “gente di poca fede”

Nel libro “Gente di poca fede”, il sociologo Franco Garelli indaga su come sta cambiando il rapporto degli italiani con la fede e la religione. – Prof. Garelli, la sua ultima indagine sul sentimento religioso degli italiani porta il titolo “Gente di poca fede”. Può spiegarlo? È un titolo suggestivo, ma bifronte, che si applica a ciò che succede nella maggioranza della popolazione.

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5 maggio 2020

Religioni: conoscere per convivere

“Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza” è il titolo del corso che si è tenuto a Firenze, nella sede dell’Istituto Sangalli, dal 25 gennaio al 29 febbraio 2020. Questa iniziativa era rivolta agli imam e ai murshidat presenti nel nostro Paese. Sullo scopo di questo corso abbiamo rivolto alcune domande al prof. Maurizio Sangalli. – Prof. Sangalli, come è nata l’iniziativa del corso per imam e murshidat? Quali difficoltà e quale interesse ha trovato?

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3 maggio 2020

Chiese e virus: bilancio intermedio

Mentre in Italia e negli stati europei si avvia la seconda fase del Covid-19, una progressiva apertura dopo il confinamento, è possibile tracciare un primo e molto provvisorio bilancio delle pratiche e delle sfide affrontate dalle Chiese cristiane. «Nello spazio di qualche settimana, la vita delle Chiese cristiane in gran parte del mondo è stata terremotata. Esse non avevano in generale alcuna memoria vivente del comportamento da tenere nel caso di pandemia. Ma si sono rapidamente adattate. Del resto, non avevano scelta.

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30 aprile 2020

Prigionieri di un’immagine

Secolarizzazione come epidemia Della pandemia di Covid-19 non resteranno solo il senso di stupore per un cambiamento di vita che nessuna persona sana di mente avrebbe potuto prevedere solo pochi mesi fa o l’angoscia collettiva di fronte a una minaccia vaga e insidiosa, ma anche alcune immagini che hanno turbato le coscienze di quanti, per evocare Max Weber, hanno conservato un orecchio religioso a dispetto dell’apparentemente inarrestabile processo storico di disincanto del mondo. Alcune di queste immagini sono già passate alla Storia.

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