26 Febbraio 2016
Distingue frequenter, insegnavano un tempo i maestri della Scolastica, e della neo-Scolastica. E forse questo adagio deve essere tornato in mente a Riccardo Redaelli mentre disegnava il piano della sua più recente pubblicazione, che si china con sicurezza sulla caotica realtà mediorientale per discernere alcune linee di sviluppo. La scelta metodologica emerge già dal titolo, Islamismo e democrazia: Islamismo o Islam politico dunque, non Islam tout court, delimitazione tematica quanto mai necessaria perché discettare del rapporto tra Islam e democrazia – argomenta l’autore – condannerebbe a una duplice reificazione.