10 Marzo 2017
Gli ulema (i dotti dell’Islam), tendono a circoscrivere e limitare quanto più possibile la pratica del takfīr, l’accusa di miscredenza che, lanciata contro i musulmani, ne permette l’uccisione. Se utilizzata indiscriminatamente, essa minaccia infatti la coesione della comunità e produce il caos. È ciò che avvenne nell’Islam primitivo, al tempo della “grande fitna” (la grande sedizione), quando la questione della successione a Maometto provocò profonde spaccature tra i musulmani. In quel contesto, il gruppo dei kharigiti si staccò dagli altri fedeli accusandoli di miscredenza.