27 Gennaio 2026
Nei nomi che si scambiano, chi si ama trova un riconoscimento reciproco: uno sguardo su ciò che al mondo sfugge. Si davano i nomi di Fifi e Mik, con un’innocenza quasi infantile: amare, per loro, voleva dire proteggere il bambino che sopravvive nell’altro o prendersi cura di quello che era rimasto incompiuto. Miklós Radnóti era un poeta ungherese dall’avvenire luminoso, ebreo, con una malinconia silenziosa che portava negli occhi, segnata dalla morte della madre, avvenuta il giorno della sua nascita.