Lo spirito di Assisi

Verso il Convegno UNEDI 2025

1 Ottobre 2025

Questa pagina raccoglie alcuni materiali utili che ci accompagnano verso il Convegno nazionale dell’Ufficio nazionale CEI per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso “La via del dialogo, temi, questioni, prospettive”, in programma a Catania dal 13 al 15 novembre 2025.

Rendiamo via via disponibili alcuni video di presentazione, che ci aiuteranno a conoscere le esperienze nei territori, a entrare nello spirito del convegno e a prepararci in modo più consapevole e condiviso.

La testimonianza da Siracusa per il Convegno UNEDI 2025: «Lacrime che uniscono»

Giovedì 9 ottobre 2025

Don Santo Fortunato, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Siracusa

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«Non si può non dialogare». Con queste parole don Santo Fortunato, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Siracusa, descrive la nuova direzione impressa al cammino locale. Dopo una stagione vissuta «un po’ in solitudine», la Commissione diocesana ha deciso di mettere il dialogo al centro della pastorale.

La Chiesa siracusana si muove in un contesto segnato da molte comunità cristiane e religiose. Alcune mostrano resistenze, mentre con la comunità ortodossa romena si condividono esperienze e iniziative ecumeniche. Due i centri islamici con cui sono avviati i primi contatti, e promettenti i rapporti con le religioni orientali. «Abbiamo condiviso i cinque temi con gli uffici pastorali e con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose – spiega don Fortunato – e sono emerse tre necessità: guardare profeticamente alle trasformazioni del presente, passare dal concetto di diversità a quello di alterità, e trovare campi di azione quotidiana in cui vivere l’esperienza dell’incontro».

Da qui l’idea di promuovere iniziative comuni di solidarietà e cura del creato, capaci di coinvolgere non solo credenti, ma anche chi si riconosce ateo o agnostico. «Occorre passare dalla logica dell’imbuto alla logica del crocevia – aggiunge – dove molteplici realtà arricchiscono di senso la gioia di incontrarsi e crescere insieme».

Siracusa porta in sé una tradizione unica: la stratificazione di culture mediterranee – greca, latina, bizantina, araba, normanna, spagnola – e il culto di Santa Lucia, venerata non solo in Sicilia ma anche in paesi lontani e laicizzati come quelli scandinavi. Inoltre, il santuario della Madonna delle Lacrime, nato dal prodigio del 1953, custodisce un linguaggio universale: «Le lacrime parlano al cuore di tutti, credenti e non credenti, e possono diventare simbolo di fraternità».

Il contributo dell’Arcidiocesi di Siracusa al Convegno UNEDI di Catania sarà quindi duplice:

  • custodire la MEMORIA di una storia segnata dall’incontro;
  • offrire la BELLEZZA come linguaggio che unisce.

«Solo così potremo progredire insieme verso un futuro di fraternità e di pace».

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La testimonianza da Vicenza: «Terra di dialogo»

Giovedì 2 ottobre 2025

Don Gianluca Padovan, delegato della Diocesi di Vicenza per l’Ecumenismo e il Dialogo

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«Il territorio vicentino è caratterizzato da una grande pluralità religiosa, anche all’interno delle stesse Chiese cristiane». Don Gianluca Padovan, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo, racconta così la realtà in cui si muove la Chiesa di Vicenza, in vista del Convegno nazionale UNEDI di Catania (13-15 novembre 2025).

La diocesi comprende numerose comunità ortodosse – serba, romena, moldava e ucraina – insieme a presenze protestanti come metodisti, battisti e un vivace mondo pentecostale con oltre quaranta gruppi. «Accanto a questa pluralità cristiana – spiega – c’è anche una pluralità religiosa: centri islamici, comunità buddhiste, induiste, Hare Krishna, Sikh, Ravidassia, Bahai. Le sfide del dialogo sono tante quanti i soggetti che dialogano».

Il rapporto con le Chiese ortodosse è segnato dalla dipendenza dagli spazi messi a disposizione dalla diocesi: «Occorre promuovere una loro maggiore autonomia, così che possano scegliere liberamente di interessarsi al dialogo ecumenico». Altre esperienze, come la comunità metodista ghanese, spingono invece la collaborazione sul tema delle migrazioni. «Il dialogo – sottolinea – ci aiuta a ripensare il cattolicesimo, a reinterpretarci, accettando che alcune definizioni tradizionali valgono solo nel nostro angolo, mentre il mondo è più vasto».

A livello pastorale, Vicenza ha consolidato percorsi di collaborazione: il Tempo del Creato, vissuto con la pastorale sociale e del lavoro e con le Chiese cristiane, è divenuto occasione di incontro anche per il mondo giovanile, ad esempio con gli scout. Non mancano aperture allo spazio pubblico: la diocesi ha promosso una visita ecumenica e interreligiosa al nuovo Parco della Pace, e alcune parrocchie hanno offerto spazi per la preghiera islamica del Ramadan e dell’Eid. «Quando le cose sono fatte con rispetto – aggiunge – non si crea conflitto, ma si costruisce amicizia».

Guardando al futuro, don Padovan vede nel contributo vicentino un esempio di lavoro di rete diffuso sul territorio, in cui protagoniste sono le parrocchie: «L’Italia permette alle religioni di abitare lo spazio pubblico. È importante che non lo facciamo ognuno per sé, ma costruendo ponti con le altre comunità e le altre Chiese».

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La testimonianza da Genova: «Differenze che diventano incontro»

Giovedì 25 settembre 2025

Don Gabriele Bernagozzi, coordinatore dell’Ufficio e Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso dell’arcidiocesi di Genova

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«Nel nostro territorio, cioè in quello della diocesi di Genova, le realtà che si incontrano più spesso sono le altre confessioni cristiane. Ci sono tante sfide e tante opportunità». Don Gabriele parte da qui per raccontare il cammino che la sua Chiesa locale sta percorrendo in preparazione al Convegno nazionale UNEDI di Catania (13-15 novembre 2025).

Eventi consolidati, come la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, hanno creato una rete di conoscenza reciproca che va ben oltre il singolo appuntamento. «Nell’organizzare questi eventi è nato anche molto altro, soprattutto lasciandosi interrogare da quello che capita nel mondo o nella nostra città». Da questa esperienza è nata la possibilità di dialogo anche con le altre religioni, favorita in particolare dalla Consulta per le religioni riattivata presso il Comune.

I cinque temi del Convegno sono arrivati a tutti gli uffici diocesani, grazie al lavoro coordinato di un vicario episcopale. «Il delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ha questa possibilità di toccare in maniera trasversale tutti gli uffici», sottolinea don Bernagozzi. È un compito che non si limita a custodire relazioni, ma che stimola la collaborazione tra pastorale giovanile, universitaria, scolastica e culturale.

Non mancano esempi concreti: dalla giornata del dialogo interreligioso in università a iniziative con l’Azione Cattolica diocesana, fino alla prossima mostra sui nomi di Dio, che coinvolgerà anche le comunità musulmane ed ebraiche. «Mostriamo come il nome di Dio unisca e non crei conflitti», afferma il sacerdote.

Guardando a Catania, il contributo di Genova si lega al primo dei cinque temi: «La forma dialogica della Chiesa cattolica». Per don Bernagozzi questa è la chiave per affrontare ecumenismo e dialogo interreligioso oggi: «C’è la possibilità di avere un dialogo franco tra le varie parti, ma fare in modo che porti a vivere insieme, ad affrontare insieme i problemi che arrivano dal mondo e che viviamo nella nostra città. Le differenze possono diventare possibilità per conoscersi meglio».