13 Maggio 2020
In fatto di religione, la giurisprudenza costituzionale ha ribadito la pari dignità di diritti anche a coloro che propugnano un credo ateo o agnostico. «La Chiesa, fedele ai suoi doveri verso Dio e verso gli uomini, (…) si sforza di scoprire le ragioni della negazione di Dio che si nascondono nella mente degli atei e, consapevole della gravità delle questioni suscitate dall’ateismo, mossa dal suo amore verso tutti gli uomini, ritiene che esse debbano meritare un esame più serio e più profondo» (Gaudium et spes, 21).