27 Ottobre 2022
Scrivo da Baghdad. È sempre un errore tornare in un Paese complicato e fidarsi delle prime impressioni. Eppure, dopo pochi giorni nella capitale irachena, la sensazione che l’Iraq sia tuttora prigioniero delle contraddizioni lasciate dall’invasione anglo-americana del 2003 si affaccia prepotente. Esce dai discorsi di amici e conoscenti. Si affaccia negli argomenti di chi, dall’interno, prova ad analizzare il momento.