13 Gennaio 2026
Dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che ha ritirato la firma dal Trattato di Istanbul (una delle più rilevanti convenzioni internazionali adottata nel 2011 sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere), alla Tunisia della deriva autoritaria di Kais Sayed, passando per il giro di vite contro le organizzazioni femministe nell’Egitto del presidente Al-Sisi e per l’Afghanistan dei talebani, arretrano in tutto il mondo i diritti civili e politici delle donne e vengono accantonati gli stessi obiettivi che negli scorsi decenni sembravano a portata di mano.